Silvia Dal Cin

Buon compleanno Elvis!

Oggi, 8 gennaio 2026, sarebbe il 91° compleanno di Elvis Presley, il leggendario “Re del Rock and Roll”! Nato a Tupelo, Mississippi, nel 1935, Elvis è stato un cantante e attore statunitense che ha lasciato un’impronta indelebile sulla musica e sulla cultura popolare del XX secolo. Elvis è noto per le sue performance energiche e sessualmente provocatorie, che hanno mescolato influenze musicali diverse e hanno contribuito a rompere le barriere razziali negli Stati Uniti negli anni ’50. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 1954 con la Sun Records e ha raggiunto il successo mondiale con canzoni come “Heartbreak Hotel”, “Hound Dog” e “Jailhouse Rock”. Elvis purtroppo non può festeggiare questo compleanno, perché è morto il 16 agosto 1977, all’età di 42 anni. La sua musica e la sua eredità continuano a essere celebrate da fan di tutto il mondo. Ecco alcune curiosità su Elvis Presley: – *Il nome*: Il nome “Elvis” ha origine norvegese e deriva da Alvíss, un mitico nano della mitologia nordica. – *La prima chitarra*: Elvis ricevette la sua prima chitarra a 11 anni, anche se voleva una bicicletta. – *La carriera*: Iniziò la sua carriera musicale nel 1954, registrando alla Sun Records con il produttore Sam Phillips. – *Il look*: I suoi capelli neri erano tinti, il suo colore naturale era biondo scuro. – *Le mosse celebri*: Le sue tre mosse più famose erano la “pelvis”, le “rubber legs” e il “windmill”. – *La balbuzie*: Elvis era leggermente balbuziente e la musica gli fu consigliata come terapia. – *Il servizio militare*: Nel 1958, Elvis fu chiamato a svolgere il servizio militare negli Stati Uniti. – *L’incontro con Nixon*: Nel 1970, Elvis incontrò il presidente Richard Nixon alla Casa Bianca. – *La passione per il karate*: Elvis era cintura nera di karate e lo praticò per tutta la vita. – *Il cibo preferito*: Amava i sandwich stravaganti, come il “Fool’s Gold Loaf” con burro di arachidi, marmellata e bacon.

Buon compleanno Elvis! Leggi tutto »

2026, SIAMO IN METROPOLIS?

Il 2026 è l’anno in cui si svolge il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico della fantascienza. Il film è un capolavoro della cinematografia mondiale ed è considerato uno dei più grandi film di tutti i tempi. La storia è ambientata in una città futurista dove la classe operaia vive sottoterra e lavora per la classe dirigente, che invece vive in superficie. “Metropolis” è stato uno dei primi film di fantascienza a utilizzare effetti speciali innovativi, come la tecnica del Schüfftan, che ha permesso di creare ambienti futuristici e città immense. La sua struttura narrativa e la sua rappresentazione della città futuristica hanno influenzato le generazioni successive di registi, tra cui Stanley Kubrick e Ridley Scott. Il film è una critica alla società industriale e alla disuguaglianza sociale, rappresentando una città divisa tra ricchi e poveri. La figura del robot Maria è un simbolo della paura della tecnologia e della perdita dell’umanità. “Metropolis” ha influenzato la cultura popolare, dalla musica (Queen, Radio Ga Ga) al design (Star Wars, Blade Runner). È stato inserito nella lista dei film più importanti della storia del cinema dall’UNESCO e dal New York Times. Il film è stato considerato una profezia sulla società moderna, con la sua rappresentazione di una città divisa tra ricchi e poveri. Grande importanza viene data anche alla dipendenza dalla tecnologia e alcuni aspetti del film sono sorprendentemente attuali oggi, come la rappresentazione dell’intelligenza artificiale e la sua influenza sulla società. Consideriamo che è un film di quasi 100 anni fa (1927). Il film è anche un commento sulla lotta di classe e sull’importanza dell’empatia e della comprensione tra le persone. La famosa frase “Il mediatore tra la testa e le mani deve essere il cuore” è un appello a trovare un equilibrio tra la tecnologia e l’umanità. Voi cosa ne pensate? Siamo in Metropolis o no?

2026, SIAMO IN METROPOLIS? Leggi tutto »

IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT

Ogni inizio anno divento curiosa e spulcio la pagina Wikipedia : https://en.wikipedia.org/wiki/2026_in_public_domain Eccola lì! Tra i titoli diventati di pubblico dominio a partire dal 2026 spunta una delle storie di Beatrix Potter, The tale of Little Pig Robinson. Cosa significa “pubblico dominio”? Significa che a partire dal 1° gennaio 2026, alcune opere potranno essere utilizzate liberamente da chiunque senza dover richiedere autorizzazione o pagare royalties. I diritti d’autore di un’opera sono scaduti e quindi l’opera può essere utilizzata, riprodotta e modificata senza restrizioni. Quali opere entreranno nel pubblico dominio nel 2026? Se siete curiosi le trovate al link sopra indicato. Ma cosa posso fare con un’opera di pubblico dominio? Posso riprodurre e distribuire l’opera, creare nuove versioni o adattamenti e utilizzare l’opera per scopi commerciali o educativi. Ma anche un’opera è di pubblico dominio, è importante rispettare i diritti morali dell’autore e non ledere mai la sua reputazione! Dicevamo, diventa di pubblico dominio una delle ultime opere pubblicate da Beatrix Potter, anche se fu una delle prime da lei scritte. LA STORIA DEL PORCELLINO ROBINSON (1930)The Tale of Little Pig Robinson La storia del porcellino Robinson venne pubblicata contemporaneamente in Inghilterra e in America (la versione americana contiene dodici illustrazioni in bianco e nero in più). Anche questa storia trae ispirazione da una lettera, indirizzata a Eric Moore nel 1894, nella quale Beatrix dichiara il legame alla filastrocca del Gufo e della Gattina (The owl and the Pussy-cat) di E. Lear. È proprio a questa filastrocca che Beatrix rende omaggio nel secondo capitolo della Storia del porcellino Robinson, quando scrive “Vi ricordate la storia del Gufo e della Gattina, con la loro bella barca color verde pisello?” e nel finale “(…) così posso solo riferire i racconti del Gufo e della Gattina, che ci passarono (ndr. sull’isola dell’albero Bongorno) diciotto mesi dopo, in una tappa della loro deliziosa luna di miele. Mi parlarono con entusiasmo del clima, anche se per il Gufo faceva un po’ troppo caldo”. La storia racconta del porcellino Robinson, inviato in città per delle compere dalle due zie; il poverino viene rapito da una nave mercantile e prima di diventare la cena speciale dell’equipaggio riesce a salvarsi, aiutato da Sam il gatto di bordo e finendo su un’isola, quella dell’albero Bongorno. Beatrix si ispira chiaramente anche alla storia di Robinson Crusoe (romanzo di Defoe del 1719), sull’onda della moda della robinsonade, un genere letterario composto da storie che narrano le avventure di un protagonista che a causa di un evento inaspettato si ritrova isolato dalla società, spesso su un’isola deserta. Le illustrazioni sono in bianco e nero e a colori. È l’unica storia lunga, divisa in otto capitoli. “<Lasciate perdere il gatto! Riportatemi il porcello! O tutta quella buona salsa di mele andrà buttata!> gridava il cuoco, fuori di sè, brandendo coltello e forchetta.” Se vuoi scoprire le altre opere di Beatrix Potter trovi il saggio qui: https://amzn.eu/d/f7hQta1

IL MAIALINO ROBINSON È LIBERO… DAL COPYRIGHT Leggi tutto »

Buon compleanno Winnie Pooh!

Winnie the Pooh compie 100 anni! Il 24 dicembre 1925, il tenero orso apparve per la prima volta nella storia “The Wrong Sort of Bees” pubblicata sul London Evening News. Creato da A.A. Milne e ispirato al giocattolo di suo figlio Christopher Robin, Winnie the Pooh è diventato un’icona globale. Anche Christopher e gli altri pupazzi della sua infanzia sono diventati famosissimi, ma Winnie occupa un posto speciale nel cuore di molti giovani (e non solo) lettori. Ma come è nato questo personaggio? Il nome “Winnie” deriva da un orso nero al London Zoo, mentre “Pooh” era il nome di un cigno. Combinati insieme diventarono il nome dell’orsetto di peluche oggi più conosciuto al mondo (se parliamo di orsi veri, invece, il primato rimane a Paddington). Winnie the Pooh è stato tradotto in oltre 50 lingue e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.Nel 1961 è stato l’anno in cui Disney ha acquisito i diritti sulle storie di Winnie the Pooh, portando l’orso a un pubblico ancora più vasto. E voi avete mai sognato un’avventura nel Bosco dei Cento Acri, accompagnati dal tenero e ingenuo Winnie Pooh, dal timido Pimpi, dallo scatenato Tigro? Avete mai pensato di fare una carezza al povero I-ho, giocare con Ro, raccogliere carote con Tappo? Io sì e anche i miei bambini. Winnie the Pooh è un personaggio amatissimo da grandi e piccini e non sembra invecchiare mai, con la complicità della tenerezza e semplicità delle sue avventure, che dopo 100 anni sono ancora le preferite di tantissimi. Allora tanti auguri “sciocchino di un orso”! Buoni primi 100 anni!

Buon compleanno Winnie Pooh! Leggi tutto »

BEATRIX POTTER e i biglietti di Natale

Nel Natale del 1889, Beatrix Potter ha 23 anni. Come regalo per i familiari realizza dei biglietti di auguri con protagonisti animaletti di campagna e li sistema sotto i piatti della colazione. Tutti ne sono entusiasti. A partire dall’anno successivo, lei e il fratello, incoraggiati dallo zio Sir Henry Roscoe, crearono biglietti di auguri di Natale e per le occasioni speciali. I soggetti principali erano topi e conigli, nel personalissimo stile di Beatrix. La casa editrice londinese Hildesheimer and Faulkner acquistò i disegni, entusiasta soprattutto quelli che rappresentavano Benjamin Bunny (cugino di Peter Rabbit, ilpersonaggio più noto di Beatrix). L’impresa decise di usare quelle illustrazioni per accompagnare un componimento di Frederic Weatherly dal titolo “A Happy Pair”. Pochi anni dopo, nel 1893, la stessa azienda acquistò molte altre illustrazioni di Beatrix per una raccolta di versi intitolata Our Dear Relations.  Una curiosità: la Hildesheimer & Faulkner le inviò un assegno di sei sterline per l’acquisto della serie e l’invito “all’autore” di produrne altri. Non sapevano infatti che l’autrice fosse una “signorina”. Quando Beatrix si recò, accompagnata dallo zio, negli uffici londinesi, immaginiamo la sorpresa dell’editore! La visita viene raccontata in una delle lettere di Beatrix, nella quale ammette candidamente di aver ringraziato il suo “modello”, il coniglio Benjamin Bouncer, una tazza piena di semi di canapa. La fortuna di Beatrix Potter ebbe quindi inizio con dei biglietti natalizi (e con delle lettere inviate a piccoli amici ~ se vuoi saperne di più trovi altre informazioni nel saggio edito da First Letter editrice). Anche voi regalate piccoli oggetti creati da voi per le festività? Chissà, magari avrete la stessa carriera di Beatrix! In ogni caso, un augurio di un sereno Natale a tutti voi. Con affetto, Silvia

BEATRIX POTTER e i biglietti di Natale Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner