musica

Un viaggio in musica negli anni 90 tra disco, girl power e boyband.

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Chi era adolescente negli anni 90, di sicuro ricorda la nascita delle Spice Girls e il loro portare avanti un concetto di Girl Power che, a vedere come si sono poi evolute le cose nel mondo, oggi non sembra più molto adatto nel contesto sociale odierno. Eppure, tutti ci ricordiamo di Wannabe (che quest’anno compie trent’anni) come a un inno all’amicizia e alla solidarietà, concetti che a volte sembrano perdersi in un mare di assurda competitività. È un peccato come spesso si rimpiangano quegli anni e quei concetti e valori, ma al tempo stesso ci si faccia la guerra per emergere più di altri.  Prendo ad esempio il gruppo musicale femminile più famoso perché è stato un simbolo per le ragazzine di allora e mi chiedo se erano quegli anni a essere migliori o siamo noi, col senno di poi,  a percepirli come tali. Di problemi ce n’erano anche ai quei tempi, venivano forse meno amplificati e forse bastavano una canzone, una breve coreografia e quattro salti alla sagra di paese con il DJ che sparava musica a palla, per non pensare troppo e vivere sereni.  Scatenarsi al ritmo dei 2 Unlimited o dei Vengaboys, era il pane quotidiano, eppure ripetere quelle stesse azioni adesso, ci fa sentire  ridicoli. Perché ragazzini non lo siamo più, siamo adulti e questo ci porta allo step successivo, quello fatto di responsabilità.  Una parte di noi resterà sempre legata a quei ricordi che in passato ci hanno visti felici e spensierati. Andare ai festival dedicati agli anni 90 può rivelarsi interessante se si vuole assaporare di nuovo un po’ di quell’atmosfera, ma deve valerne la pena. Soprattutto, non deve rendere l’idea di un rave venuto male dove lo stand più affollato diventa quello del primo soccorso.  Ho avuto la fortuna, o la sfiga a seconda dei punti di vista, di presenziare al “90’s  Fest Summer Bowl” di Sheffield e vi posso garantire che me la sono goduta, ma fino a un certo punto. E sono qui per parlarvene, in fondo.  Inizio col dire che se ho deciso di partecipare al festival è stato solo per un motivo, anzi, cinque: i Five.  La boyband che ha contribuito a farmi alzare l’ormone da ragazzina e di cui ancora conosco le canzoni a memoria.  Loro sono certamente cresciuti (e pure molto bene direi) ma non hanno affatto perso la voce né la presenza scenica.  Certo è anche vero che il concerto è durato un totale di quarantacinque minuti, pochi per noi fan, ma assolutamente in linea con le tempistiche del festival.  Avremmo dovuto godere di più della loro presenza, ma ne è valsa comunque la pena. Ascoltare dal vivo  Keep on movin’, Everybody get up e Got the feelin’ mi ha riportata indietro nel tempo e fatto capire che quelle canzoni le porterò sempre nel cuore.  Anche se ora sono cresciuta e la musica è cambiata, in meglio o in peggio ancora non si è capito. Quello che è certo è che gli anni 90 hanno significato tantissimo per chi li ha vissuti, per cui ben vengano i festival (ben fatti) e qualunque altra manifestazione che ci faccia tornare a vivere quella spensieratezza di un tempo.     Scopri Land Magazine Silvia Dal Cin Luglio 13, 2026 DETOX DIGITALE: perché fa bene a tutti (soprattutto ai preadolescenti) Quando Ludovica viene obbligata a partecipare al campeggio parrocchiale, sbuffa. Dovrà rinunciare al cellulare. Come farà? Questa è una delle premesse di “Il ragazzo del crepuscolo”, uscito il 30 giugno, Read More admin Luglio 13, 2026 Perché nell’Ottocento migliaia di inglesi lasciavano tutto per cercare fortuna in India Read More admin Luglio 13, 2026 Gli eventi Land Editore di luglio e agosto: da Torino alla Costiera Sorrentina, gli autori incontrano i lettori Un’estate di libri, incontri e firme copie: Land Editore continua il suo tour sul territorio con quattro appuntamenti dedicati alla narrativa, alla cultura e al dialogo con i lettori. Tra Read More admin Luglio 13, 2026 Fion Elgee presenta È troppo tardi per odiarti: appuntamento a Villa Fondi per una serata dedicata al romance contemporaneo Fion Elgee presenta È troppo tardi per odiarti: appuntamento a Villa Fondi per una serata dedicata al romance contemporaneoSabato 1° agosto l’autrice incontrerà i lettori a Piano di Sorrento nell’ambito Read More admin Luglio 13, 2026 Monica Sauna incontra i lettori ad Alassio: firmacopie per il romance Il futuro è ancora tutto da scrivere Domenica 26 luglio l’autrice sarà ospite della Libreria Ubik per incontrare il pubblico e firmare le copie del suo emozionante romanzo pubblicato da Land Editore.Un pomeriggio dedicato ai lettori, alle Read More admin Luglio 13, 2026 Fabrizio Olivero ospite del Festival Nazionale dello Scrittore: a Campodolcino presenta Il caso Fante di Picche Fabrizio Olivero ospite del Festival Nazionale dello Scrittore: a Campodolcino presenta Il caso Fante di PiccheLo scrittore incontrerà i lettori sabato 25 luglio nell’ambito della sesta edizione della manifestazione culturale Read More admin Luglio 13, 2026 Elena Romanello protagonista di “Una Rosa a Torino. Omaggio a Lady Oscar” al Museo MIIT Dal 15 al 30 luglio 2026 la scrittrice incontrerà i lettori nell’ambito della quarta edizione della mostra dedicata all’eroina creata da Riyoko Ikeda.Torino si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti Read More Silvia Dal Cin Luglio 12, 2026 SEGNALAZIONE NUOVA USCITA GIUNTI ED. Una storia di formazione, profonda e poetica, che mette al centro la Groenlandia -una terra estrema e maestosa, oggi protagonista, suo malgrado, di una contesa geopolitica- e la sua profonda Read More Vincenza Cannone Luglio 12, 2026 Recensisci te stesso come se fossi un prodotto Amazon Nel corso delle lezioni Elisa, la nostra docente, ci ha chiesto di provare a fare una descrizione di noi stessi utilizzando la tecnica della recensione Amazon. Noi siamo un prodotto, Read More Vincenza

Un viaggio in musica negli anni 90 tra disco, girl power e boyband. Leggi tutto »

Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Libri di Oriana Turus Fai clic qui Perché il motto “United by music” non vale più.  Da qualche anno a questa parte, la storia è sempre la stessa.  Un’eterna lotta tra il voler guardare l’Eurovision perché è il festival del trash e il non volerlo guardare per quegli odiosi e odiati meccanismi che escludono nazioni ma lasciano partecipare altre e poi si nascondono dietro il motto “United by music”. Okay, tanto vale ammetterlo, anche questa volta noi della redazione ci siamo lasciate prendere dalla curiosità e pure dalla voglia di vedere un po’ di immagini proiettate di Vienna, città che merita sempre di essere nominata. Abbiamo seguito – chi più chi meno – tutte e tre le serate ed è per questo che, nonostante nessuna di noi sia una critica né esperta musicale, ci permettiamo di spendere due parole sull’evento.  Non era tra i più attesi, questo va detto. Con cinque nazioni in meno e un’atmosfera generale per nulla allegra, le premesse non erano delle migliori. E il sentore che, anche questa volta, dietro a tutto ci sia più un gioco politico che una valorizzazione alla musica, si percepiva dal minuto uno. Già dalla prima serata, infatti, si è notato un calo nelle performance, i presentatori hanno fanno di tutto per tenere alti gli standard e gli animi,  il pubblico presente sembrava tutto sommato apprezzare, ma in sottofondo c’era quella costante sensazione che  ci fosse qualcosa che non funzionava. E sapete cos’era? La divisione netta tra chi sta da una parte e chi dall’altra. E per quanto si possa tentare di far passare il messaggio di “United by music”, non ci si riesce. Perché non è più così. È tutto studiato, tutto piatto, tutto fondamentalmente sbagliato. E si capisce. Siamo tutti divisi e non c’è musica o canzone che tenga. In un momento così delicato e difficile come quello che stiamo vivendo a livello globale, il punto fondamentale dell’Eurovision, che dovrebbe essere la musica, viene meno. Ed è inutile che ci si appigli ai gusti personali, perché quelli valgono fino a un certo punto. Il livello era basso, qualcuno ha osato ma non è stato premiato, altri che si avrebbero meritato molto di più, si ritrovano con un pugno di mosche in mano. Speriamo almeno che si rifacciano fuori da questo contest ormai senza controllo. Ma, parlando di canzoni, che sono poi la parte principale e fondamentale in tutto questo, va detto che alcune performance sono state notevoli. Quella della cantante australiana, per esempio. Possiamo discutere sulla canzone, che può piacere oppure no, ma la voce e la tecnica della cantante erano impressionanti e, se davvero ci si fosse basati su questo, avrebbe dovuto vincere lei.  Chapeau.  L’Italia si piazza al quinto posto e noi non sappiamo nemmeno se essere fiere o no di quella posizione dato che già la canzone non è che fosse la nostra preferita, ma per amore della patria diciamo che va bene così. Esibizione che dal voler essere forse patriottica, è risultata trash e stereotipata al massimo e lui, comprensibilmente commosso ed emozionato (perché arrivare all’Eurovision è comunque tanta roba), non è stato abbastanza incisivo. Peccato. Non che credevamo potesse vincere (okay, forse un po’ sì), però in fondo Sal ci sta pure un po’ simpatico, per cui teniamo alto il nome dell’Italia accussì.  Dopo Sam Rider lo United Kingdom finalmente manda non solo una canzone decente, ma pure un performer di tutto rispetto (abbastanza folle da piacerci un sacco) e riesce comunque ad arrivare all’ultimo posto. E dico che non è giusto. E so che – una di noi – è un po’ di parte perché l’Inghilterra è la sua seconda casa, però  non se lo meritava proprio.  Povero Sam Battle (sì, un altro Sam) in arte Look Mum No Computer. Solo il nome scelto è tutto un programma! Ma diciamo che la classifica è stata tutta un po’ strana, oseremmo dire che i voti siano arrivati a casaccio, ovviamente non possiamo saperlo con certezza, però la sensazione resta. In tutto questo la Grecia si presenta con un brano accattivante cantato da un personaggio che è un mix tra Dargen D’amico e Käärijä ed è subito Carnevale di Rio a Vienna, l’austriaco osa con un brano dance che è uguale a Satisfaction di Benny Benassi, ma non importa. Il pubblico si esalta lo stesso. La Moldavia e la Lituania presentano brani europei, su quello che davvero significa unione tra popoli e, niente, non è abbastanza. Israele, tra i fischi, si piazza al secondo posto dopo il voto popolare.  La canzone era certamente meglio di altre, ma sarà bastato quello a farla volare tanto in alto?  Il dubbio, purtroppo, resta.  E abbiamo tutti un po’ il dente avvelenato. Alla fine la Bulgaria riesce a scamparla, giuria e popolo sono più o meno concordi e vince con una canzone che, secondo noi, è già un tormentone estivo da ascoltare e ballare nei peggiori bar della riviera romagnola.  In sostanza questo Eurovision è stato poco europeo, poco United, poco trash, poco seguito e molto molto criticato. Cosa salviamo? Il medley di canzoni degli Eurovision passati. “Nel blu dipinto di blu” è risultata la canzone più conosciuta e cantata di tutte le edizioni. E sentire il pubblico intonare in coro “Volare oh oh…” è stato emozionante, forse l’unico momento in cui davvero ci si è sentiti uniti tramite la musica.  Peccato che, almeno per ora, non basta una canzone a placare gli animi. Speriamo, comunque, in una competizione futura migliore. Scopri Land Magazine Oriana Turus Maggio 17, 2026 Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Maggio 13,

Eurovision: l’ennesimo flop di cui eravamo già a conoscenza Leggi tutto »

PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ”

Se hai a che fare con un preadolescente o sei un preadolescente, capirai benissimo questa frase: HO BISOGNO DI STARE UN PÒ DA SOL*. È una fase naturale del loro sviluppo! Intorno ai 10-12 anni, i preadolescenti iniziano a cercare più indipendenza e spazio personale. Questo può essere dovuto a diversi fattori: Anche Jacopo e Camilla, i protagonisti di “In un mondo parallelo”, sperimentano la stessa necessità. Jacopo si rifugia nella musica (suona la chitarra) e scrive sui post-it le storie del Liutaio Magico, un personaggio fantasy che si è inventato. Camilla disegna fumetti nei quali è una supereroina. Questi “mondi paralleli” che i due ragazzini si sono inventati sono il loro rifugio sicuro; sono luoghi in cui “comandano” loro, in cui gli altri non possono entrare e attraverso i quali rielaborano le loro emozioni (come l’antipatia reciproca!). Questo bisogno di un nuovo “spazio personale” porta spesso i ragazzini a cercare nuovi hobby o concentrarsi maggiormente su di essi. Gli hobby dei preadolescenti possono variare molto, ma ecco alcuni dei più comuni: L’importante però, e lo dice bene nel libro Mauro, l’insegnante di chitarra, è non farsi risucchiare da questi mondi paralleli. Sì, è giusto avere e coltivare un proprio spazio personale, ma la vita vera è “là fuori”! Augurando a tutti i preadolescenti di trovare sempre il posto nel quale si sentano bene, amati e a loro agio, vi invito a leggere la storia di Camilla e Jacopo, che trovate qui:

PRE ADOLESCENZA E NECESSITÀ DI “FUGGIRE DALLA REALTÀ” Leggi tutto »

David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino

A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e altri invece più nostalgici. Ci seguirai? Fai clic qui Tutti conoscono “Heroes”, la famosa canzone di David Bowie, ma forse non tutti sanno la storia che c’è dietro a essa e quello che ha significato per la Berlino degli anni precedenti alla caduta del muro. Bowie, scrive il pezzo nel 1977. Si trasferisce in Germania dopo un periodo di eccessi e semi insuccessi a Los Angeles, trova in Berlino un buon posto dove poter ricominciare.  L’idea per la canzone gli viene osservando due amanti che si scambiano effusioni a ridosso del muro che allora separava la Berlino Est dalla Berlino Ovest, si immagina così due innamorati costretti a nascondersi, separati da quello stesso muro, minacciati dai militari pronti a separarli, parla dell’importanza di sentirsi degli eroi anche solo per un giorno. Il brano assume un significato ben preciso negli anni: l’amore che supera le difficoltà e vince su tutto. Poi succede che nel 1987, dieci anni dopo aver scritto la canzone, David Bowie fa un concerto proprio a Berlino, nella parte Ovest, attaccato a quel muro che ancora separa la città.  Quando si accorge che ci sono sì migliaia di persone sotto al palco, ma che ce ne sono altrettante al di là del muro, gira gli amplificatori affinché la musica si possa sentire anche dall’altra parte. Tutti cantano. “Heroes” è una specie di inno. E, terminata la canzone, inizia un coro di “Buttatelo giù, buttatelo giù, buttatelo giù” che si espande da Est a Ovest, segno che quel muro non sta bene a nessuno di loro. Esattamente due anni dopo, crolla il muro di Berlino. Quando nel 2016 Bowie muore, la Germania lo ringrazia pubblicamente per aver avviato il processo che ha portato alla caduta di quel muro. E ci piace pensare che anche una sola canzone possa cambiare il corso della storia.  Scopri Land Magazine Elisabetta Febbraio 20, 2026 LIBRI RIBELLI – La trama è un puzzle da ricostruire Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO VAI AL LIBRO Riordina questo libro: quando la trama è un puzzle da ricostruire Apri il libro ma… ehi! La storia che hai Read More Oriana Turus Febbraio 19, 2026 Caos silenzioso, over turismo e cielo grigio… eppure Londra vale sempre la pena A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More admin Febbraio 18, 2026 Dalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana Rosada COMUNICATO STAMPADalle Colline del Prosecco alla narrativa: il romanzo d’esordio di Cristiana RosadaC’è un territorio che parla attraverso le storie, e una voce nuova che nasce da lì. Un amore Read More Alessia Cannizzaro Febbraio 18, 2026 LOVE ME LOVE ME Love Me Love Me è il film che non volevamo (ma che abbiamo visto lo stesso). Il problema è che non è brutto ma divertente o brutto ma con un Read More Cristina Ferri Febbraio 18, 2026 Segnalazione d’uscita The March Sisters – Giunti Editore Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE Segnalazione d’uscita per Giunti Editore The March SistersArriva nelle librerie un classico senza tempo.Piccole donne viene presentato in Read More admin Febbraio 17, 2026 Piemonte, 1.000 appartamenti a 150 euro al mese: il piano della Regione per giovani coppie e natalità Piemonte rilancia sulla casa e sulla natalità con un piano che fa discutere: 1.000 appartamenti a 150 euro al mese destinati ai giovani. Un progetto ambizioso che intreccia politiche abitative, Read More admin Febbraio 17, 2026 Hoepli: Crisi e futuro incerto per un simbolo dell’editoria italiana La crisi di Hoepli è un segnale culturale. È il simbolo di un cambiamento profondo che attraversa l’editoria italiana e il mondo delle librerie indipendenti.Fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli, Read More admin Febbraio 17, 2026 Leggere solo classici o solo contemporanei? L’equilibrio è la vera scuola di scrittura C’è una frase che circola spesso tra chi scrive:“Bisogna leggere i classici.”Ed è vero. Ma non è tutta la verità.Così come non è sufficiente leggere solo narrativa contemporanea per sentirsi Read More Silvia Dal Cin Febbraio 17, 2026 MONOPOLI – 90 ANNI DI STORIA Il gioco da tavolo “Monopoli” compie 90 anni! È incredibile quanto questo gioco da tavolo abbia influenzato le generazioni di giocatori (e non solo) di tutto il mondo, entrando a Read More admin Febbraio 16, 2026 Tè alla Viola e i segreti in soffitta diventa audiolibro: il romanzo di Alice Buzzella ora su Storytel narrato da Cinzia Corallini Febbraio 2026 – Il romanzo “Tè alla Viola e i segreti in soffitta” di Alice Buzzella arriva in una nuova, emozionante veste: da oggi l’audiolibro è disponibile su Storytel, narrato Read More

David Bowie, “Heroes” e la caduta del muro di Berlino Leggi tutto »

storie d'amore nella musica

Le storie d’amore nella musica: conoscevi queste?

La musica non è mai solo suono: diventa coinvolgimento, relazione, ricordi comuni e storia. Non per niente, le canzoni d’amore, spesso, parlano di vita vissuta davvero, dai cantanti, dai compositori o da persone che ruotano nella loro sfera emotiva. A volte, invece, le storie personali degli artisti superano la fantasia, regalando sicuramente pagine di gossip ma facendo anche sognare i fan di tutto il mondo. Ecco alcuni esempi di storie d’amore nella musica. Spoiler: non tutte sono a lieto fine, anzi.  Amy Winehouse & Blake Fielder-Civil: un vero e proprio amore “tossico”, fatto di dipendenze condivise, rotture dolorose e ritorni. Lei aveva il tatuaggio con il suo nome sul petto, lui «Amy» dietro l’orecchio. Ma quando, dopo solo sei mesi di frequentazione si lasciarono,  Amy pubblicò Back to Black, l’album che l’avrebbe fatta conoscere in tutto il mondo. Ike & Tina Turner: una storia dolorosa, dove l’amore si è mischiato al controllo e alla violenza. Tina, durante il loro matrimonio, provò più volte a togliersi la vita, finché nel 1975 riuscì finalmente a scappare durante un loro tour, dando prova di coraggio. Non fu facile per lei ricominciare dopo il divorzio, finché nel 1984 conseguì cinque dischi di platino con Private Dancer. John Lennon & Yoko Ono: forse la più celebre tra le storie d’amore nella musica. Un amore che è diventato arte, protesta, scandalo. Un’unione totale che compromise la permanenza di Lennon nei Beatles: nel 1970 la band si sciolse. Il loro ultimo album fu Let it be. Freddie Mercury & Mary Austin: “Il mio unico vero amore”, diceva Freddie. Infatti, è l’unica a conoscere il luogo dove sono custodite le sue ceneri. A lei, infatti, è dedicata Love of my life, nonostante alla fine della loro relazione lui ammise la sua omosessualità. Sonny & Cher: furono un celebre duo pop e televisivo negli anni ’60 e ’70, con una carriera davvero leggendaria. La loro relazione, con undici anni di differenza, era sbilanciata per lo strapotere di lui, che aveva autorità su tutto, fino al divorzio. Una forte dichiarazione di indipendenza: quando la madre le consigliava di smettere di cantare e trovarsi un uomo ricco, lei rispose: “Mamma, l’uomo ricco sono io”. Al Bano & Romina Power: un po’ d’Italia non poteva mancare, anche se pure questa storia d’amore è finita con un divorzio e qualche riconciliazione professionale. Il loro amore e i loro duetti sono parte del patrimonio culturale nazionale e non solo, dato che sono amatissimi anche all’estero. Uno su tutti? Felicità! Vuoi leggere ben due storie d’amore e tanta musica vintage, nello stesso libro? SCOPRI SCOPRI LAND MAGAZINE Silvia Dal cin Maggio 8, 2025 PIMPA, PER SEMPRE 5 ANNI, ANCHE A 50 ANNI Auguri Pimpa!La cagnolina a pois più famosa del mondo compie 50 anni! Per lei, tanti eventi organizzati – trovate i principali qui:https://www.pimpa.it/50-anni-pimpa/La cagnolina Pimpa avrà per sempre 5 anni, sarà Read More Oriana Turus Maggio 6, 2025 IN VIAGGIO CON LAND MAGAZINE: alla scoperta di York A CURA DI ENGLISH LIFE, YES OR NOT? è la rubrica che ti porta dritto dritto nelle tradizioni e nella vita quotidiana inglese, tra pro e contro, elementi irrinunciabili e Read More Elisabetta Maggio 2, 2025 Book Nook – magia nella libreria Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO Create la vostra libreria magica in miniatura Cari appassionati della letteratura, dimenticate le care vecchie case delle bambole e lasciatevi stregare – come Read More Cristina Ferri Maggio 1, 2025 Vita e misteri di Mary Stuart – capitolo nove Di Cristina Ferri Libri di Cristina Ferri Fai clic qui LEGGI ANCHE società 08.01.23 Il ladro di libri inediti Filippo Bernardini arrestato a New York Lei, mia madre Rischia vent’anni Read More Lorenzo Foschi Aprile 30, 2025 Giovani autori – episodio 6 A CURA DI I LIBRI DI LORENZO FOSCHI Fai clic qui https://www.landeditore.it/wp-content/uploads/2025/01/6.mp4 Read More Silvia Dal cin Aprile 29, 2025 LA BIMBA CHE VINSE L’OSCAR Shirley Temple, riccioli d’oro Shirley Temple (nata Shirley Jane Temple), la famosa “Riccioli d’oro”, nacque il 23 aprile 1928 a Santa Monica.  La madre Gertrude, ballerina mancata, riversò tutte le Read More Silvia Dal cin Aprile 29, 2025 e tu ci giochi al FANTAPAPA? “Abbiamo una dataMercoledì 7 maggio inizierà il conclave. Il collegio cardinalizio era preoccupato che non avessimo tempo per gestire l’avvio della Fase Due del Fantapapa e ci ha concesso un Read More Elisabetta Aprile 25, 2025 Imbattibile: una magia di fumetto Libri di Elisabetta Venturi VAI AL LIBRO Imbattibile: una magia di fumetto «Ormai è già stato scritto tutto.»«Impossibile pensare a qualcosa di innovativo.»Quante volte vi siete ripetuti queste frasi? E Read More admin Aprile 25, 2025 25 Aprile: 3 Libri da Leggere per Comprendere la Liberazione e la Resistenza Italiana Il 25 aprile è una data che parla al cuore dell’Italia. È la Festa della Liberazione, un momento per ricordare il coraggio di chi ha lottato contro il fascismo e Read More admin Aprile 23, 2025 Rupofobia spiegata semplice: la paura dello sporco Le fobie secondo Don Giovanni (per caso)Hai mai visto qualcuno saltare un tombino come se nascondesse il portale per Mordor? Oppure strofinarsi le mani con l’intensità di un monaco zen, Read More

Le storie d’amore nella musica: conoscevi queste? Leggi tutto »

Consenso ai cookie con Real Cookie Banner